Buyer internazionali a caccia di Made in Italy

Molte nuove tendenze. Tanta innovazione di prodotto. Ma, soprattutto, tantissimo business matching internazionale. È stata questa la cifra principale di TUTTOFOOD 2017 che, infatti, anche sotto da questo punto di vista ha fatto registrare numeri di tutto rispetto: oltre 30.000 gli incontri prefissati tra i 2.850 espositori, di cui 500 esteri (+10%), e i 3.150 buyer profilati.

Da dove arrivavano dunque i buyer esteri che quest’anno hanno affollato in maniera particolare fieramilano? Numerose le delegazioni dai Paesi target di questa edizione – USA, Canada, Sud America, Germania e Paesi del Golfo – con presenze interessanti anche da mercati storici come Francia, Benelux e Regno Unito e da quelli a maggiore tasso di crescita quali Cina, India, Sudest Asiatico, Africa, anche grazie alla partnership con ICE Agenzia che ha portato in TUTTOFOOD 250 nuovi buyer.

Niente di meglio della loro viva voce per capire i perché di queste folte presenze: “Per vendere sul mercato francese – afferma il buyer Pascal Charoppinè indispensabile essere presenti nella GDO, che copre oltre l’80% delle vendite retail complessive. A TUTTOFOOD troviamo i prodotti gourmet della tradizione italiana, che arrivano così a una platea più ampia”.

Articolati i punti di vista dei buyer extraeuropei. Per Nina Liu, Assistant General Manager della catena cinese Tube Station, “la classe media comincia ad apprezzare anche gli aspetti salutari del cibo italiano, ad esempio scegliendo olio d’oliva extravergine. La moda del momento però è il vino, in particolare rosso. A TUTTOFOOD troviamo prodotti sia per le esigenze salutistiche, sia per quelle di tendenza”.

Aggiunge uno dei più importanti importatori indiani, con sede a Mumbai: “Dopo quella nazionale e la vicina cinese, la cucina italiana è la terza preferita dagli indiani. Il consumatore medio-alto è ormai in grado di distinguere tra imitazioni e prodotti autenticamente Made in Italy, che sono molto ricercati sia per il consumo domestico sia nel fuori casa”.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti – primi mercato extraeuropeo per l’export F&B italiano – si segnalava la presenza con un team di ben 18 buyer di Walmart, la più grande catena di GDO del mondo, che proprio a TUTTOFOOD ha siglato con ICE Agenzia un accordo che porterà sugli scaffali dei suoi 3.600 supermercati una gamma di produttori piccoli e medi di qualità sotto un brand tutto italiano.

“Abbiamo selezionato alcuni tra i prodotti tipici tra i quali, olii, vini e pasta – ha sottolineato la Vice President Dry Grocery Silvia Kawasma siamo molto aperti a nuove suggestioni. Anche negli USA, infatti, il consumatore si è evoluto e ricerca esperienze autentiche. La pasta, ad esempio, è popolare da tempo ma oggi si cucina secondo la tradizione italiana. C’è posto per diversi livelli di prodotto e noi vogliamo offrire, con un giusto rapporto qualità-prezzo, anche quelli di eccellenza”.

Una crescita cui hanno contribuito anche i nuovi settori come Fruit&Veg per il fresco e Wine Discovery per il vino, entrambi nati dall’alleanza di TUTTOFOOD e Fiera Milano con Verona Fiere, e TUTTOGREEN in collaborazione con FederBio.