Da TUTTOFOOD un trampolino internazionale verso i mercati islamici

Il un mondo che diventa sempre più multietnico e in cui culture ed etnie si incontrano anche a tavola, l’attenzione alle diverse prescrizioni alimentari diviene una necessità. Quasi tutte le religioni e le tradizioni prevedono norme alimentari: tra queste assumono un certo rilievo, per  il numero di consumatori che ne tengono conto, quelle islamiche.  

Il mercato dei prodotti certificati Halal (termine arabo che significa "lecito") vanta, secondo le ricerche Dinar Standard - agenzia specializzata sui mercati musulmani - una crescita del 12% annuo dal 2007 ad oggi. Secondo il  rapporto  2016 appena pubblicato da Thomson Reuters sullo stato dell'economia islamica, la spesa globale dei consumatori musulmani in food and beverage è stata nel 2015 di circa 1.170 miliardi di dollari (17% della spesa mondiale totale ) ed è destinata a raggiungere nel 2021 i 1.900 miliardi. Di questi, 415 miliardi si riferiscono a prodotti dotati di Certificazione Halal.

La crescita del segmento è dovuta in parte a nuove normative internazionali che fanno della certificazione religiosa un requisito doganale; in parte all’ interesse anche di mercati e consumatori non islamici.  Il passaggio dal negozio etnico alla grande distribuzione organizzata e dal mero settore della carne a tutte le categorie di food and beverage (materie prime, semilavorati, pasticceria, conserve, formaggi), hanno sdoganato definitivamente il fenomeno rendendolo un trend internazionale

Anche le aziende italiane hanno colto questa opportunità, tanto che nel belpaese  sono già alcune centinaia le aziende regolarmente certificate ed altrettante quelle in fase di certificazione.

L’area dedicata ai prodotti certificati HALAL, durante TUTTOFOOD, sarà realizzata con la collaborazione dell’ente di certificazione halal italiano WHAD -world halal development, così come i workshop e conferenze che avranno come moderatore e organizzatore Annamaria Aisha Tiozzo, presidente WHAD,  recentemente inserita dalla guida ISLAMICA 500, unica italiana, tra le 50 persone  più influenti dell’economia islamica. 

Le aziende saranno identificate da un apposito logo che faciliterà l’identificazione da parte dei visitatori professionali, un grande appeal per i vistatori provenienti dai 57 Paesi OIC (a maggioranza islamica) e un ulteriore criterio di matching per facilitare gli appuntamenti di business mirati con i top buyer internazionali e italiani interessati.