Fiducia in crescita e stagionalità aiutano i consumi

Si vedono sempre meno righe rosse nelle statistiche di vendita dell’alimentare confezionato nella distribuzione organizzata, barometro per eccellenza dei consumi alimentari. Nell’aggiornamento di aprile della consueta rilevazione mensile dell’analista di mercato IRi per TUTTOFOOD, i tassi di crescita non sono ancora entusiasmanti – con qualche eccezione –  ma, in compenso, appaiono distribuiti attraverso pressoché tutte le merceologie.

Il totale del comparto ha raggiunto nell’anno progressivo vendite in valore per 15.101 milioni di euro (+3,6%), mentre per il mese di aprile fa segnare un rimbalzo del +14,2% a quota 3.809 milioni. Solito outsider il biologico che, da inizio anno, ha macinato vendite per 479 milioni con un incremento a due cifre rispetto allo scorso anno, +15,8%. La merceologia “tradizionale” più performante nel periodo è invece la carne confezionata: con un +9,9%, porta le vendite a 210 milioni, a confermare ancora una volta che, da un lato, gli italiani non cedono agli allarmismi e, dall’altro, tornano ad acquistare un prodotto tradizionalmente considerato pregiato e quindi indice di una ripresa di fiducia. Favoriti dalla Pasqua anticipata, tallonano la carne i prodotti da ricorrenza con un buon +8% e vendite per 472 milioni.

Ma è nel dato mensile che le ricorrenze fanno registrare un vero record: rispetto all’anno scorso le vendite in valore sono cresciute di oltre 30 volte (+3.124,4%) toccando la soglia dei 300 milioni di euro: un dato fuori scala che si può spiegare solo in parte con gli effetti di calendario e che suggerisce invece anch’esso una ripresa di fiducia dei consumatori, anche considerando che il prezzo medio in volume è aumentato del 182%.  Bene ad aprile anche la drogheria alimentare (+24.1% a 1.741 milioni), i condimenti freschi (+24,1% a 28 milioni) e i fuori pasto dolci (+15,8% a 136 milioni).

Da segnalare in chiusura anche la “ripresina” del comparto bevande che, piuttosto statico nelle rilevazioni precedenti, cresce dell’1,9% a 612 milioni di euro nell’anno progressivo e del +4,3% a 243 milioni nel solo mese di marzo. Nei prossimi mesi si vedrà se i dati macroeconomici in rosa spingeranno ulteriormente i consumi: tanto l’ISTAT quanto prestigiosi analisti privati come Standard & Poor’s e Centro Studi Confindustria hanno alzato la previsione di crescita del PIL per quest’anno a un +1,2-1,3%, mentre anche l’indice ISTAT del clima di fiducia dei consumatori aumenta di un punto percentuale a giugno passando da 105,4 a 106,4.