I fattori determinanti nelle scelte d'acquisto dei consumatori in Italia e all'estero

La spesa è una selezione complessa tra i prodotti proposti dalla distribuzione piccola, media o grande, e non è quasi mai una scelta costituita solamente da necessità di consumo. Quando il consumatore sceglie cosa mettere nel suo carrello infatti entrano in gioco numerosi fattori, di cui le aziende non possono non tenere conto quando immaginano la loro offerta. Aspetti emozionali, componenti sociali, mode e tendenze alimentari: tutti questi elementi contribuiscono a orientare in larghissima parte gli acquisti del consumatore medio. Dal fanatico del fitness all’hipster, dal vegan al flexitarian, gli innumerevoli stili di vita della società di oggi hanno un grande impatto sul comportamento dei consumatori quando si tratta di fare la spesa. Ormai è risaputo che l’acquisto di beni alimentari è dettato da stimoli ed esigenze diverse da quelle che muovevano i nostri nonni o i nostri genitori quando eravamo bambini.

Le variabili sono moltissime, tante quante le diverse opinioni dei consumatori, ma nonostante ciò sembra chiaro che si possano individuare con certezza alcuni fattori comuni a livello mondiale che influenzano il modo di fare la spesa del consumatore contemporaneo.

Un recente studio della Nielsen, ad esempio, ha messo in luce i quattro aspetti principali che sembrano avere un'influenza maggiormente significativa sulla propensione alla spesa e – di conseguenza – un più alto impatto sulle scelte dei consumatori. I cosiddetti “top four” evidenziati da questo studio statistico sono la situazione economica; la salute e il wellness, ovvero il benessere generale; la reperibilità dei prodotti e – infine - i servizi offerti dai negozi.

Per quanto riguarda il primo fattore, la situazione economica, è abbastanza facile intuire come i prezzi dei prodotti siano una variabile importante nelle scelte legate alla spesa alimentare, soprattutto in un periodo di crisi economica internazionale. I prezzi che continuano ad aumentare, si sa, sono un problema comune che porta certi prodotti ad essere prediletti piuttosto che altri, ma non solo. Anche il prezzo della benzina può costituire un elemento significativo nelle scelte di consumo. I supermercati stanno gradualmente sostituendo i negozietti di paese e di città, allargando la scala ma anche le distanze tra le zone abitate e luoghi in cui poter fare la spesa. La necessità di prendere l'automobile per raggiungere i supermercati, scelta che sempre più spesso sostituisce l'abitudine ad acquistare gli alimenti nel piccolo negozio sotto casa, fa sì che i prezzi della benzina diventino indirettamente responsabili per le nuove abitudini dei consumatori.

Dal punto di vista della salute, ovvero il secondo fattore individuato dalla ricerca Nielsen, è chiaro come disturbi quali diabete, pressione alta o allergie possano modificare le abitudini e le scelte alimentari dei consumatori. In particolare, la quotidianità ci mostra come siano in grande aumento le intolleranze alimentari, come la celiachia – che un tempo veniva diagnosticata in misura molto minore -, che inevitabilmente hanno portato a un adeguamento dell'offerta, soprattutto della grande distribuzione, con una moltiplicazione dei prodotti senza glutine. Ci sono poi scelte salutiste che si stanno diffondendo sempre di più, come la grande tendenza a optare per una dieta vegetariana o vegana.

La maggiore diffusione delle intolleranze e delle allergie, o di scelte alimentari molto specifiche, si traduce in una maggiore attenzione a leggere le etichette e a informarsi bene sugli ingredienti dei prodotti acquistati, nonché nella tendenza a prediligere alimenti o ingredienti dall’alto valore nutrizionale. Fattore questo correlato alla salute che si collega alla reperibilità dei prodotti, il terzo dei fattori individuati da Nielsen come i principali elementi che influenzano le scelte di consumo. La reperibilità dei prodotti è una variabile che entra in gioco in particolare quando parliamo di alimenti più specifici (ad esempio glutenfree o bio), che spesso non sono disponibili in tutti i punti vendita, la cui richiesta però continua ad aumentare.

Infine, l'ultimo dei “top four” che influenzano le scelte di consumo sono i servizi offerti direttamente nei negozi, che sembrano avere un certo valore agli occhi del consumatore. Questo ultimo elemento include tutta una serie di servizi a beneficio del consumatore che il punto vendita può offrire, dalla maggiore facilità di parcheggio alla presenza di banchi specializzati ad esempio in carne o pesce, fino alla costruzione di programmi fedeltà e raccolte punti o alla proposta di momenti di animazione per le famiglie con bambini. 

 

Marzia Balza http://www.marziabalza.com/about