Obiettivo Iran, Paese giovane che ha voglia di Made in Italy

La prestigiosa società internazionale di analisi finanziaria Goldman Sachs lo annovera tra i “Next 11”, le undici economie da tenere d’occhio nei prossimi anni per l’alto potenziale di crescita. È l’Iran, Paese con cui l’Italia vanta una storica relazione bilaterale. Alla quale oggi, dopo la revoca delle sanzioni, si aggiungono ulteriori fattori di attrazione per le imprese italiane. Seconda economia della regione dietro soltanto agli Emirati Arabi, l’Iran conta infatti oltre 80 milioni di abitanti – destinati secondo l’ONU a diventare 100 entro il 2050 – dei quali Il 71,2% è in età produttiva (tra i 15-64 anni), il 77% presenta un elevato livello di alfabetizzazione e circa il 50% possiede un titolo universitario.

Secondo Eurostat, nei primi 9 mesi del 2016 l’interscambio UE-Iran ha raggiunto i 9,11 miliardi di euro mentre nel 2015 l’Italia, con un interscambio pari a 1,67 miliardi, è stata il secondo partner europeo dell’Iran dopo la Germania, con la quale abbiamo condiviso il record di unici ad aver esportato per più di un miliardo, toccando quota 1.210 milioni di euro. Con 468 milioni di euro in volume (+6,3% rispetto al 2014), il nostro Paese è stato anche il primo importatore UE dall’Iran.

Un Paese, dunque, su cui puntare assolutamente: giovane, colto, con un potere d’acquisto in crescita e tanta “fame” di Made in Italy. E in particolare di food. Lo ha dimostrato anche il successo della tappa di Teheran della Settimana della Cucina Italiana, The Extraordinary Italian Taste: centinaia di professionisti della ristorazione, direttori della catene di ristoranti e catene alberghiere, responsabili dei franchising iraniani, Vip, influencer, investitori, imprenditori, buyers, retailer, direttori dei centri commerciali, giornalisti e blogger dell’Iran, hanno partecipato al netFOOD | Networking Event For Professionals, Seminario e Cena di Gala organizzato da DESITA con la partecipazione di TUTTOFOOD.

“In forza di una lunga esperienza nei paesi del Medio Oriente e dopo alcuni anni di attività con l’Iran – commenta Omar Cescut di Desita ritengo che questo Paese possa offrire enormi possibilità alle aziende italiane per la richiesta di molti prodotti, servizi, consulenza e anche formazione. Ma proprio per questo per poter avere successo e non perder tempo è meglio essere ‘accompagnati’ da chi ha già sviluppato relazione e presenza, per questo Desita si rende disponibile”.

Si prevede che nel 2018 le esportazioni di Made in Italy agroalimentare in Iran raggiungeranno i 40 milioni di euro. L’80% è costituito da prodotti trasformati, il 20% da prodotti agricoli. Nel dettaglio, l’olio di oliva rappresenta la principale voce, con il 15%, seguito dai mangimi (13%), i semi di ortaggi (12%) e gli altri tipi di oli vegetali (10%). Bene anche dolci (6%) e aceti (4%). A sua volta, il nostro Paese importa principalmente zafferano, pistacchi, uva sultanina melassa di zucchero di canna.

L’Iran sarà uno tra i più interessanti mercati emergenti rappresentati a TUTTOFOOD 2019, a fieramilano dal 6 al 9 maggio, dove parteciperanno nel complesso oltre 3.500 hosted buyer italiani e internazionali altamente profilati e selezionati, questi ultimi, anche grazie all’expertise dei mercati di riferimento di ITA / ICE Agenzia.