Salumi italiani, sani a prova di scienza

Se stavate cominciando a temere che, per mangiare sano, dovrete rinunciare a una delle gamme di più saporite specialità italiane, potete tranquillizzarvi: un recente studio tutto Made in Italy conferma che un consumo moderato di salumi non aumenta l’incidenza dei tumori al colon-retto, una delle tipologie di tumore più strettamente legate all’alimentazione.

Si tratta del più ampio studio multicentrico condotto in Italia sul tema – ha infatti incrociato ben tre studi con casi di controllo –, coordinato dall’Università degli Studi di Milano, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nutrition and Cancer e presentato a TUTTOFOOD 2017, nell’ambito di Spazio Nutrizione, il congresso medico-scientifico dedicato al dialogo tra accademia e mondo produttivo sui temi della sana alimentazione.

I tre studi-caso controllo, tutti italiani, sono stati condotti dal 1985 al 2010 su oltre 10mila soggetti (3.745 casi e 6.804 controlli) per verificare l’associazione tra consumo quotidiano di salumi e il rischio di cancro del colon-retto. Nel complesso, i risultati non evidenziano un’associazione tra gli attuali consumi di salumi della popolazione generale italiana e il tumore al colon-retto. Inoltre, non emergono rilevanti differenze di associazione tra chi consuma una quantità giornaliera di salumi più bassa (circa 15 g) e chi una superiore a 25 g.

Il segreto, anzi, i segreti? I salumi italiani, come è noto, presentano mediamente una qualità e valori nutrizionali migliori rispetto ai prodotti mass-market diffusi in mercati come Nord Europa o America. Inoltre, i consumi italiani sono più limitati (2-3 porzioni da 50 grammi a settimana). E, soprattutto, sono inseriti nel contesto di una dieta complessivamente più sana: una dieta mediterranea con più frutta e verdura, olio d’oliva, cereali spesso integrali. L’antica regola delle nostre nonne del “poco di tutto” si conferma quindi sempre valida: i veri nemici della salute non sono tanto specifiche tipologie di cibi, quanto condizioni patologiche come sovrappeso e obesità o cattive abitudini come fumo e alcol.