I packaging sostenibili

Fiera Milano, Rho
22-26.10.2021

HOW TO

I packaging sostenibili

Cosa

 

È il momento degli imballi sostenibili?

 

La crisi pandemica ha reso i consumatori ancora più sensibili ai temi della sostenibilità. Non solo per gli ingredienti ma anche riguardo agli imballi. Proporre una confezione “ecologica” può essere un differenziale competitivo. Ma districarsi tra normative e caratteristiche non è facile. Proviamo a fare chiarezza.

 

Innanzitutto, “biodegradabile” e “compostabile” non sono la stessa cosa. “Biodegradabile” indica un materiale che viene scomposto da microrganismi in sostanze semplici come acqua, anidride carbonica e metano. Nel caso di un materiale “compostabile” i microrganismi lo trasformano invece in un composto organico – il “compost” appunto – cioè, in sostanza, in “concime”. Definizioni, tempi di degradazione e caratteristiche biochimiche sono regolate da normative e standard. Per packaging destinati a cibi e bevande occorre, naturalmente, anche rispettare anche tutte le norme sugli imballi ad uso alimentare.

 

 

Perché

 

Una carta in più per attrarre nuovi target

 

Numerosi studi confermano che diversi target di consumatori – in particolare Millennial e Gen Z – sono pronti a pagare un prezzo premium per un prodotto alimentare più sostenibile. Secondo una ricerca 2020 di DNV GL, il 38% dei consumatori globali tiene conto degli aspetti ambientali nell’acquisto e il 35% anche di quelli sociali. Il packaging (68%) è l’aspetto di sostenibilità più considerato, prima ancora degli ingredienti (58%). Per la metà dei consumatori (49%), inoltre, le confezioni sono la principale fonte di informazioni sul prodotto: più dei siti web (31%) o dei social media (24%).

 

 

Come

 

Cosa bisogna sapere (e fare)

 

Occorre innanzitutto familiarizzarsi con normative, standard e certificazioni. Inoltre, selezionare fornitori affidabili attraverso fonti di riferimento e confrontarsi con i pari in eventi e incontri per scambiarsi informazioni e conoscenze.

 

· Le normative UE. Sono considerate un riferimento a livello mondiale. Utile applicarle dovunque decidiate di produrre o di vendere: qui un quadro generale e qui un affondo sui materiali.

 

· Le associazioni di categoria. Contribuiscono a informare e formare, oltre a rappresentare un’ulteriore garanzia nella scelta di un fornitore. Ad esempio, Assobioplastiche in Italia o BBIA in UK.

 

· Le certificazioni e gli standard. La più diffusa certificazione per prodotti compostabili è OK Compost. Lo standard di riferimento è la norma EN 13432:2000.

 

· Eventi e fiere. Un appuntamento importante per l’innovazione negli imballi Meat e Ready Meal è MEAT-TECH, che quest’anno si terrà in contemporanea con TUTTOFOOD e HostMilano.

 

 

Per saperne di più

 

 

Riciclo dei bioimballi in Italia

Consorzio Nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile:

https://www.conai.org/notizie/informativa-conai-biorepack/

 

Responsabilità del produttore

Norme internazionali sulle responsabilità del produttore in termini di imballaggi (EPR):

https://www.oecd.org/env/tools-evaluation/extendedproducerresponsibility.htm

 

Associazioni di riferimento

Elenco di associazioni di produttori di bioplastiche nei diversi Paesi:

https://bioplasticsnews.com/bioplastics/associations/

 

Riferimenti europei

Informazioni e approfondimenti dell’Agenzia Ambientale Europea (EEA):

https://www.eea.europa.eu/highlights/better-awareness-of-biodegradable-compostable

 

Riferimenti in Nord America

Informazioni e approfondimenti dell’Agenzia Ambientale USA (EPA):

https://www.epa.gov/trash-free-waters/frequently-asked-questions-about-plastic-recycling-and-composting

 

Standard e certificazioni

Guida ai diversi standard e certificazioni applicabili alle bioplastiche:

http://www.bioplastics.guide/ref/bioplastics/standards-and-certifications/