La parola ai buyer

Fiera Milano, Rho
22-26.10.2021

Trend, innovazioni e scenari internazionali

#SeeYouAtTUTTOFOOD21 

Prenesh Lingham, responsabile acquisti e controllo del gruppo, Guvon Hotels & Spas (Sudafrica)

È importante che TUTTOFOOD si tenga in presenza perché l'esperienza di assaggiare e sentire i prodotti, e di incontrare i fornitori è fondamentale. Tuttavia, se il rischio Covid-19 è ancora alto, questo rappresenta un problema. Le nuove opportunità che ci aspettiamo di trovare grazie all'accesso concomitante a HostMilano riguardano nuove attrezzature di cucina, attrezzature da bar, nuove tecnologie per l'ospitalità, lettori di carte, olio d'oliva di prima qualità, olive, alimenti a lunga conservazione, ecc. Tra le principali innovazioni che ci aspettiamo di trovare, ci sono le ultime tecnologie europee e nuove ricette, nuove idee, ecc.

Amr Tawfik, direttore commerciale, Arabian Stores Co. (Sarawat) (Arabia Saudita)

La partecipazione fa la differenza. Vorrei vedere e provare direttamente prodotti di alta qualità. La fiera, organizzata per aree di prodotto, offre una gamma completa e si concentra non solo sui prodotti tradizionali ma anche sulle nuove tendenze dei consumatori e sui nuovi segmenti di mercato. Dà la possibilità di conoscere tutte le novità dei prodotti, le tendenze del mercato e la formazione: più di 250 eventi permettono a buyer, visitatori ed espositori di conoscere i nuovi prodotti nel settore cibi e bevande e di ottenere formazione e informazioni sui temi caldi del settore. Parleremo con i fornitori esistenti e nuovi dei loro prodotti, del loro marchio e dell'evoluzione del settore, sostenendo l'innovazione e ispirando il cambiamento. Consolideremo le relazioni con fornitori e le idee. Cercheremo l'innovazione che permette la pianificazione e lo sviluppo di incontri tra domanda e offerta nel B2B.

Tom Berger, direttore delle operazioni, importatore di formaggi e specialità, Guido's Fresh Marketplace (USA)

Ritengo importante avere un contatto faccia a faccia nella preparazione e nella conclusione di affari, piuttosto che una riunione online. Le riunioni online si concludono troppo rapidamente. L'incontro in presenza permette anche di ricevere un'attenzione più personalizzata e particolareggiata, di vedere personalmente il prodotto e magari di visitare una struttura. Spero di trovare nuovi prodotti secchi per l'altra mia azienda, Italiana Import Connection. Per quanto riguarda le mie aspettative, lo saprò quando ci arriverò, spero di poter ristabilire i contatti con i colleghi per concludere affari importanti.

Besher Zarnaji, amministratore delegato, Valor International Trading (Qatar)

Sarà molto meglio e più pratico incontrare le aziende faccia a faccia durante questa fiera, soprattutto le aziende nuove, per visionarne direttamente i prodotti e instaurare rapporti commerciali con i decisori responsabili. Per quanto riguarda ciò che ci aspettiamo di trovare grazie all'accesso concomitante a HostMilano, siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni e prodotti di tendenza che possano migliorare la nostra attività e arricchire la nostra gamma di prodotti. Le principali innovazioni che ci aspettiamo di trovare sono tutto ciò che riguarda il mercato dei servizi alimentari, le soluzioni per cibi e bevande, prodotti biologici, distributori automatici.

Marwan Al-Hamdani, direttore della divisione F&B, Al-Majid (Dubai)

Di solito l'incontro faccia a faccia consente di procedere più rapidamente nella conclusione degli affari, specialmente se si tratta di nuove opportunità di business. Ecco perché preferiamo incontrarci personalmente con i nostri partner di tanto in tanto. Crediamo che consenta inoltre di approfondire le aspirazioni e le dimensioni del business. Ad esempio: siamo interessati a diverse categorie di prodotti, come materie prime, prodotti secchi e congelati. Preferiamo valutare ogni opportunità in base all'incontro e alle esigenze del mercato. Siamo sicuri che le aziende italiane abbiano grandi competenze e novità importanti; ecco perché spesso troviamo partner forti, anche se da più di un anno, a causa del Covid-19, non abbiamo potuto avere trattative valide su un'innovazione adeguata.

K. K. Usman, Operazioni, 5 Group Trading (Qatar)

Credo fermamente che sia molto importante partecipare personalmente a una fiera per scegliere prodotti e fornitori. Le piattaforme virtuali non potranno mai farci trovare buoni fornitori e prodotti adatti al mercato locale. Creare relazioni personali e dirette con i fornitori consente di conoscere la qualità dei prodotti, il tipo di servizio, il supporto del mercato e il prezzo EXW/FOB/C&F/CIF. Come ho detto prima, un'interazione diretta con i fornitori di persona per conoscere meglio i prodotti e la loro capacità di esportare merci è molto importante. Possiamo vedere fisicamente i prodotti e questo naturalmente aiuta a capire se quei prodotti sono adatti al mercato locale o no.

“Cresce l’attenzione verso i prodotti più salutistici”

Riccardo Bonuccelli, importatore di Zona Sul, Brasile

Nel segmento dei Sweets, di cui mi occupo, un mercato che qui in Sud America sta mostrando una forte tendenza alla crescita è quello dei cioccolati con una maggiore percentuale di cacao e dagli aromi più amari, che attraggono molto un pubblico più adulto. Per quanto riguarda i consumatori più giovani, e i bambini in particolare, la domanda continua invece a rimanere orientata soprattutto verso i cioccolati al latte dal sapore più dolce.

Anche nel settore Sweets, comunque, sta crescendo molto l’attenzione verso prodotti più salutistici e con caratteristiche funzionali, ad esempio prodotti senza zucchero o a basso contenuto di zuccheri. Anche in questo caso si tratta di una tendenza che riguarda in particolare i prodotti pensati per consumatori più adulti, mentre i prodotti per bambini continuano per lo più ad avere le formulazioni tradizionali.

“Boom di prodotti basici”

Daniele Margheri, Medio Oriente

Sono un broker Food & Beverage indipendente, tratto soprattutto Sweet e sono attivo in particolare nei Paesi del Golfo e in Medio Oriente. Rimangono mercati molto dinamici anche se anch’essi ovviamente hanno risentito della pandemia, con lockdown piuttosto severi. Anche qui l’anno scorso c’è stato un boom di prodotti basici come farina e lievito, ma si sta assistendo a un graduale ritorno alla normalità.

C’è una forte richiesta di prodotti italiani e di dolci tipici da ricorrenza, come panettoni, pandori e colombe. Una novità è che anche qui i consumatori, che fino a poco tempo fa non se ne interessavano molto, cominciano a essere attenti ai temi della naturalità, del salutistico e della sostenibilità. Una particolarità di questi mercati è che qui la richiesta di sostenibilità si sta traducendo anche nella richiesta di formati più grandi, per risparmiare non solo sui costi, ma anche sulla quantità di imballi utilizzati e le emissioni legate ai trasporti e alla logistica.

“Sono cresciute le vendite dei prodotti freschi”

Diana Velasquez, buyer di City Super, Hong Kong

Anche qui la gente ha passato più tempo in casa a causa della pandemia e quindi aveva più tempo per cucinare. Di conseguenza, sono aumentate considerevolmente le vendite di prodotti freschi mentre sono passate in secondo piano merceologie meno “healthy” come i dolci confezionati, le cui vendite non sono non sono aumentate, ma sono diminuite.

Tuttavia, non direi che l’attenzione ai cibi salutistici e alla sostenibilità sia aumentata durante la pandemia, perché sul nostro mercato era già molto elevata prima che iniziasse l’emergenza e la richiesta di prodotti di questo tipo era già molto forte. Per il prossimo futuro prevediamo di continuare ad ampliare tutte le categorie del fresco, sia incrementando i volumi sia aggiungendo nuove referenze, e intendiamo aggiungere nuove referenze anche per i piatti pronti, un’altra categoria di prodotti molto richiesta nei mesi passati in casa.

“Vegan e free-from in crescita”

Alessandra Rios, buyer di Tottus (Perù)

Tra il 2021 e il 2021 abbiamo notato che i consumatori richiedono più prodotti surgelati e sono più attenti a cibi sani e salutari. Intendiamo andare incontro a queste nuove esigenze dei consumatori introducendo più prodotti vegani e free-from.

“Le parole d’ordine sono salubrità, tracciabilità e qualità delle materie prime”

Rodolfo Foglietti, CEO di Piubio

La nostra è una catena bio indipendente attiva a Roma con 4 punti vendita specializzati, cui si affianca un’attività di distribuzione che serve varie zone d’Italia. Dal nostro punto di osservazione, nell’anno della pandemia abbiamo notato una certa contrazione, ma differenziata: lo scontrino medio è rimasto più o meno uguale, mentre è calato il numero di presenze. Questo suggerisce che chi ha capacità di spesa continui ad acquistare nei negozi specializzati, mentre chi ha risentito economicamente dell’emergenza si sia orientato su scelte più di prezzo.

A livello di merceologie abbiamo notato crescite soprattutto per farine, uova e carne e abbiamo assistito a un passaggio dal pane fresco a quello confezionato, ma di alta qualità. In crescita anche i surgelati, nei quali stanno sbarcando alcuni nomi molto noti del bio. Va bene anche il vino, in particolare si ricercano vini senza solfiti o vitigni particolari.

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“Si torna a guardare alla convenienza”

Giovanni D'Alessandro - Direttore Generale BASKO

Ormai è passato un anno dall’inizio della pandemia e quindi si può tracciare un primo bilancio. Siamo passati dai consumi di emergenza all’inizio a consumi più “ragionati” nelle fasi successive, che tornano a guardare alla convenienza, anche in conseguenza dei limiti di spesa che soffrono molte famiglie. In alcuni casi è diminuita la frequenza di visita e l’assortimento diventa un riferimento non solo per la prossimità, ma anche per il posizionamento. Nei PdV abbiamo notato una ripresa delle referenze tradizionali e del fresco, ad eccezione del pane dove vediamo uno spostamento verso i pani industriali e i sostituti del pane. Anche i surgelati stanno crescendo e la relativa spesa si sta spostando dai “sostitutivi dei fuori casa”, come le pizze surgelate, ai prodotti più di tutti i giorni come le verdure. Negli ultimi mesi sta soffrendo un po’ l’ortofrutta, ma sembra più un fenomeno stagionale. Dopo il superamento della prima emergenza, sta tornando anche la pressione delle promozioni.

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“Una maggiore attenzione non solo alle esigenze della nuova clientela, ma all’innovazione tecnologica e digitale a 360 gradi”

Adriano De Zordi – AD Bennet

Fin dall’inizio della diffusione del Covid-19 Bennet si è attivata con misure interne di prevenzione e di tutela nei confronti del personale e della clientela, nel pieno rispetto delle informative emesse dal Governo, dal Ministero della Salute e in coordinamento con le autorità locali. Tutti i dipendenti dei punti vendita sono stati fortemente invitati a rispettare le norme di igiene indicate come fondamentali dalle informative pubbliche, quali il lavaggio frequente delle mani con prodotti per la sanificazione e l’utilizzo della mascherina. Tutta la squadra Bennet, in modo particolare chi svolgeva mansioni da ufficio, si è attivata per svolgere le medesime attività in modalità smart-working. Inoltre è stata attivata una copertura assicurativa dedicata proprio in caso di malattia causa Covid-19.

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“La ricerca della sicurezza ha inciso sul prodotto sfuso favorendo quello confezionato, ad esempio, la frutta in vaschetta anziché da pesare”

Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato di Gruppo VéGé

Durante questo anno di pandemia, più che dei trend abbiamo notato delle fasi. In un primo momento abbiamo assistito quasi a una “economia di guerra” con acquisti in quantità di prodotti d’uso quotidiano e di lunga durata, come la pasta di semola secca, o di prodotti preparati di facile utilizzo. Quando si è capito che l’emergenza si sarebbe prolungata ma che i prodotti erano sempre disponibili nei supermercati, si è passati alla fase che io definisco dei “cuochi in casa”, in cui si è passati dai preparati agli ingredienti, come la farina, con il famoso caso del lievito che era diventato quasi introvabile. In generale, la ricerca della sicurezza ha inciso sul prodotto sfuso favorendo quello confezionato, ad esempio, la frutta in vaschetta anziché da pesare.

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“Più modalità di acquisto e di fruzione per il Food&Beverage”

Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad

Ora riprendiamo il processo di evoluzione dei format che era già in corso. Le classiche corsie obbligate verranno sostituite da ‘piazze’ aperte e le diverse modalità di acquisto e fruizione del Food & Beverage sfumeranno in un continuum che va dal consumo in loco, all’acquisto in negozio, al click & collect e delivery fino al commercio digitale.