Analisi TUTTOFOOD: in Europa e in Italia, la GDO resiste alla crisi dei prezzi

Fiera Milano, Rho
08-11.05.2023

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Analisi TUTTOFOOD: in Europa e in Italia, la GDO resiste alla crisi dei prezzi

Contenimento degli aumenti e più prodotti private label sono le ricette delle grandi insegne europee. In Italia, molti i prodotti con vendite in valore che crescono più dell’inflazione.

La grande distribuzione europea sta lavorando intensamente per limitare il trasferimento ai consumatori degli aumenti nei prezzi. È quanto evidenzia Reuters, sottolineando che per molte insegne questo sforzo sta diventando un’opportunità per conquistare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti: secondo l’Agenzia, nel terzo trimestre gli acquisti “same store” – nello stesso punto vendita – sono aumentati tra il 4,4% e il 7,4%. Come conseguenza, rispetto al 2021 diverse catene europee hanno aumentato i ricavi in misura superiore all’inflazione, con picchi fino al 42%. Per contrastare il calo nel potere di acquisto, inoltre, alcune insegne prevedono di aumentare l’assortimento di prodotti a etichetta privata, passando in media dall’attuale 33% al 40%.

 

Anche in Italia l’andamento delle vendite in valore rilevato da IRI per TUTTOFOOD è lievemente migliore rispetto alle dinamiche dei prezzi. Da gennaio a settembre il totale dell’alimentare confezionato ha fatto segnare un +5% (contro un +4,6% del prezzo medio), superando quota 40 miliardi di euro (40.226 milioni), mentre nel mese l’incremento è stato pari al 10,6% (5.317 milioni) rispetto al +9,6% del prezzo medio.

 

 

I grandi classici battono l’inflazione

 

Molte le categorie di prodotti per le quali a settembre l’incremento a valore batte decisamente il caro prezzi. A conferma del fatto che anche nel post-pandemia il “comfort food” non conosce crisi, i Freschi Dolci registrano un eclatante +31,7% (prezzo medio +4,06%) a quota 48 milioni di euro mentre le Carni vendono per 119 milioni con incremento del 15,2% rispetto a un aumento del prezzo medio dell’11,2%. Sostanzialmente in linea con le dinamiche dei prezzi la Pasta, un altro evergreen delle riaperture, le cui vendite in valore aumentano del 23,6% toccando i 136 milioni, e i Condimenti Freschi che salgono del 28,7% con vendite per 39 milioni di euro. I dati del mese ci parlano quindi di un consumatore e una consumatrice che vogliono soprattutto cucinare in modo semplice e rapido, ma che non disdegnano la gratificazione.

 

Da inizio anno a settembre le merceologie che hanno venduto di più sono i Prodotti da Forno e Cereali (2.515 milioni, +3,1%), i Formaggi (2.400 milioni, +5,4%) e i Latticini (1.157 milioni, +5,4%) che, anche aiutati dalla crescente offerta di prodotti free-from, continuano a essere immancabili sulle tavole italiane adattandosi alle mode alimentari. Parlando invece di Beverage, ad agosto si modera il rally che lo vede protagonista da inizio anno, grazie alle riaperture ormai totali del fuoricasa. Bevande Alcoliche, Analcoliche, Birra e Vino nel Canale Grossisti Bevande (Integrati e Consorzi) crescono “solo” del 13% (ma il prezzo medio è a +4,2%) raggiungendo 488 milioni, ma da inizio è boom con il +47,4% a quota 2.869 milioni di euro.

 

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