L’olio guarda al futuro coniugando innovazione, qualità e sostenibilità

Fiera Milano, Rho
08-11.05.2023

TUTTOOIL

L’olio guarda al futuro coniugando innovazione, qualità e sostenibilità

A TUTTOFOOD 2023 la presenza di numerose aziende olearie, anche grazie alla partnership con ASSITOL, consentirà di cogliere opportunità di business generate dalle nuove tendenze.

Una superficie di quasi 3,5 milioni di ettari, più grande della Sicilia: è questo il territorio in più di cui avrebbe bisogno l’Italia per raggiungere l’autosufficienza nelle colture industriali ed evitare l’import. Il dato emerge dalla ricerca Il valore del settore agricolo nelle performance di filiera, curata da Nomisma e promossa da ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, partner di TUTTOFOOD 2023.

 

“Questo significa che continueremo a importare l’olio dalla Spagna e da altri produttori soprattutto mediterranei, anche in considerazione della riduzione nelle rese cui abbiamo assistito – non solo in Italia – negli ultimi anni. Questi cambiamenti ci spingono a interrogarci anche sulla sostenibilità, ma non lo faremo a scapito della qualità”, commenta Andrea Carrassi, Direttore Generale di ASSITOL. “Da un lato, infatti, possiamo contare su un’eccezionale biodiversità che ci consente di proporci con oli italiani di assoluta eccellenza nella fascia alta. Basti pensare che, mentre in Spagna esistono solo due cultivar, noi ne abbiamo più di 500.”.

 

“Dall’altro”, prosegue Carrassi, “I mercati, in particolare internazionali, riconoscono ai produttori italiani una grande capacità di creare da oli di diversa provenienza blend unici di grande qualità. Anche se il parallelo non è preciso, possiamo pensare ad esempio alle miscele di caffè. Non si tratta solo di supplire alla limitata produzione italiana: creare blend di oli con caratteristiche diverse consente, tra le altre cose, di garantire anche una maggiore consistenza organolettica del prodotto durante l’anno e da un raccolto all’altro, un aspetto molto importante quando si commercializzano quantità importanti su diversi mercati”.

 

 

La aziende in prima linea fra qualità e sostenibilità

 

L’equilibrio tra produzioni destinate a segmenti più ampi e attenzione all’eccellenza è ad esempio uno dei fattori vincenti di Costa d’Oro, come spiega la Marketing Manager Alessandra Filippi: “Continuiamo a puntare su prodotti a valore aggiunto, come il 100% italiano e i non filtrati, che attraggono un consumatore disposto a spendere di più per un olio di qualità e percepito come più naturale e artigianale, ma anche di innovare i prodotti mainstream fruibili da un target più allargato, nella direzione di maggiore sicurezza e tracciabilità. Noi crediamo molto nell’innovazione volta a preservare l’autenticità e la ricchezza organolettica e nutrizionale dei prodotti, con una spinta sempre più forte alla riduzione degli impatti e all’efficientamento dei processi lungo tutta la filiera e abbiamo sviluppato un piano di sostenibilità, denominato Planet O-live. Circa metà delle nostre vendite all’estero. L’Est Europa è un pilastro, poi Nord e Sud  America, in primis Brasile e Messico, poi USA e Canada, e alcuni mercati asiatici”.

 

Sostenibilità al centro anche per un altro nome storico dell’industria olearia italiana, Olio Dante. Lo sottolinea il CEO Enrico Luciano: “In Italia il mercato dell’EVO estero ha fatto registrare un -9% rispetto ai volumi del 2021. In controtendenza, Olio Dante ha chiuso con +2%. Nell’EVO 100% Italiano, inoltre, Olio Dante ha recuperato +45% in volumi su base annua. In questo quadro, la sostenibilità è sempre più importante nel largo consumo, perché copre non solo aspetti legati al contenuto dei prodotti, ma anche al packaging e la gestione delle risorse naturali. All’estero le aree più performanti sono Canada, Germania ed Est Europa, oltre alla presenza per noi stabile in Giappone e Austria”.

 

Sostenibilità e qualità, dunque, fanno sempre più rima con innovazione. È il caso anche di Oleificio Zucchi, che racconta: “Una tendenza in crescita è la ricerca da parte del consumatore di prodotti salutistici e da filiera tracciata, oltre al rinnovato interesse per la sostenibilità a 360 gradi dei prodotti, dalle pratiche agricole al packaging. È sempre più l’innovazione, non solo di prodotto ma anche di processo, a rappresentare il principale driver di crescita. La nostra expertise e attenzione nella gestione dei processi tecnologici e dei materiali sulle bottiglie R-PET, un materiale plastico derivato dal recupero e riciclaggio di bottiglie per alimenti di PET vergine, ci permettono di offrire soluzioni volte a un minor impatto ambientale. La parte estero vale circa il 25% del fatturato della divisione confezionato con un peso rilevante in USA; ci attendiamo di poter aumentare il peso della parte internazionale in particolare nei paesi europei”.

 

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