Da Dubai a Miami, l’alleanza tra Bit, HostMilano e TUTTOFOOD offre agli operatori importanti insight

Fiera Milano, Rho
17-20.05.2021

Comunicato stampa

Da Dubai a Miami, l’alleanza tra Bit, HostMilano e TUTTOFOOD offre agli operatori importanti insight

· Online i primi due appuntamenti di una serie di webinar che aiuteranno gli operatori a orientare le scelte di business development in una fase di incertezza

 

· A Dubai analizzate le tendenze e opportunità di business tra Europa e Paesi del Golfo: interscambio in aumento fino a 8 mld€ nel F&B e 3 mld€ nell’Hospitality entro il 2023

 

·  A Miami in primo piano l’evoluzione del luxury: dall’“entry level luxury” al “beyond luxury”, vincono cura per il dettaglio, attenzione al concept e una relazione autentica con l’ospite

 

·  La messa a fattor comune delle expertise delle tre manifestazioni offre agli operatori un approccio più sinergico e completo al business development

 

 

 

Tre punti di vista, basati sulla profonda expertise nelle filiere delle tre manifestazioni, per un’unica visione strategica sulle sfide che nel mondo attenderanno altrettanti settori strettamente interconnessi tra loro, quali Food & Beverage, Hospitality e Travel. E osservati da due punti di osservazione privilegiati, due veri e propri hub per i mercati globali come Dubai e Miami. Questa la filosofia che ha guidato i primi due webinar organizzati congiuntamente da BIT – Borsa Internazionale del Turismo, HostMilano e TUTTOFOOD.

 

 

 

Dubai: nuovi trend e opportunità tra Europa e Golfo

I trend più attuali e le opportunità sui mercati internazionali per i Paesi del Golfo sono stati il tema dell’incontro da Dubai del 27 luglio, che ha visto confrontarsi Giacomo Bernardelli,  CEO, Casinetto LLC; Haresh Daryanani, Business Development Manager, Al Maya Group; lo Chef Uwe Micheel – Presidente, Emirates Culinary Guild; Ali Serhal – Commercial Director, Fresh Express; e Marcello Antonioni – Managing Partner, StudiaBo Srl-ExportPlanning.com Dall’healthy food alla sostenibilità e allo “zero waste”, l’avanzare sulla scena di nuove generazioni come i Millennial e la Gen Z, la continua espansione dei social e il loro impatto sul food (non solo buono, ma bello da fotografare) a rispondere sono stati chiamati imprenditori, chef ed economisti.

 

“Nel futuro – ha spiegato Bernardelli – assisteremo a un aumento nel consumo di prodotti surgelati, sicuri e che non richiedono conservanti grazie all’uso del freddo, oltre che a un incremento della produzione locale, anche se continuerà a crescere la richiesta di prodotti europei, in particolare i freschi”. In linea con quanto rilevato dall’Osservatorio TUTTOFOOD, Daryanani ha osservato che “…il consumatore sceglie maggiormente prodotti confezionati, di alta qualità, visti come più sicuri anche perché richiedano minimo contatto ‘umano’ e a prezzi competitivi. In, particolare, i prodotti di marca sono preferiti all’etichetta bianca”.

 

 

Chef Micheel ha notato come le nuove procedure richieste dall’emergenza abbiano anche un risvolto positivo: “È aumentato il numero di chef e il tempo di preparazione: crescono la cura e l’attenzione per tutti gli aspetti di un piatto, ottimizzando le porzioni e riducendo anche gli sprechi alimentari”. In parallelo, nota Ali Serhal, “…abbiamo imparato che non possiamo contare solo sulle importazioni. Dobbiamo investire in materie prime e lavorazioni per ottenere il prodotto finito ‘in casa’. Le aziende investiranno meno nella distribuzione e più nel diversificare la produzione”.

 

Nell’incontro Marcello Antonioni ha illustrato le previsioni secondo cui, con orizzonte 2023, “…l’interscambio tra Medio Oriente ed Europa aumenterà fino a 8,5 miliardi di euro nel F&B e 3 miliardi nell’Hospitality”. Ma con quali tendenze? I relatori hanno concordato che la fase post-lockdown è caratterizzata dal recupero in parallelo del canale digitale e fisico, in ottica phygital: indubbiamente i “key winner” sono l’e-commerce e la GDO, con un focus particolare sui ready meal. Interessanti i cambiamenti che stanno interessando la ristorazione nell’hotellerie – tradizionalmente forte nel Golfo – con clienti più giovani che guardano soprattutto al rapporto qualità/prezzo.

 

 

Miami: quale futuro per il luxury?

Cambio di continente e cambio di prospettiva per l’incontro da Miami del 29 luglio, che ha puntato i riflettori sulle evoluzioni del luxury. Il panel, moderato da Dave Turner, fondatore di TableTopJournal, e composto da Rainer Zinngrebe, Vice Presidente Culinary, Luxury Brands, Marriott International; Franco Semeraro, Senior VP, Hotel Operations - Oceania Cruises/Regent Seven Seas; Fabio Trabocchi, Chef stellato del Fiola; e Tommaso Cardana, Presidente di Tomson Hospitality (Miami) concorda: il futuro di queste nicchie sta sempre più nella personalizzazione e nella capacità di creare un’esperienza unica e una relazione autentica con “l’ospite”: nel luxury di domani la parola cliente, sinonimo di transazione, sarà bandita in favore di ospite – anche al ristorante – come metafora di una relazione più umana e diretta.

 

“Nel luxury conta il dettaglio – ha spiegato Zinngrebeche deve rispondere alle esigenze specifiche di target diversi. Ciò che tutti hanno in comune è la ricerca di una ‘recognition’, di una conferma nel luxury del proprio stile di vita, che si può ottenere solo instaurando una relazione autentica”. D’accordo anche Semeraro, che nota un trend simile nella nicchia delle crociere: “Un tempo lusso in crociera significava andare a cena in smoking. Oggi l’ospite va a cena in shorts, ma è molto più esigente sui contenuti e sull’accoglienza”.

 

Ricerca del dettaglio e cura evidente nella ristorazione: “Siamo di fronte a ospiti non solo più esigenti, ma anche più consapevoli – ha commentato Trabocchi. Oltre che alla qualità del cibo, guardano anche alla sua filiera: da dove arriva, come è stato elaborato. Per questo la ristorazione luxury sta puntando sulla sostenibilità, anche con accordi diretti con i produttori in ottica di economia circolare”. Il punto di vista dei fornitori è stato illustrato da Tommaso Cardana: “Per rispondere alle crescenti esigenze di personalizzazione, i fornitori sono sempre più partner dell’operatore, condividendo un lungo e articolato percorso per sviluppare il concept. Un’identità definita è infatti la base di questa autenticità che il luxury persegue oggi”.

 

Si tratta di una svolta importante, quella che privilegia la relazione rispetto al “prodotto”, anche perché permette anche agli operatori di sviluppare proposte in alto di gamma senza grandi investimenti, al punto che si parla ormai di “entry level luxury”. All’estremo opposto, il “beyond luxury”: la ricerca di un’autenticità e unicità incomparabili per chi, economicamente, può già comprare tutto. In uno scenario permeato dalla crescente consapevolezza della sostenibilità da parte degli ospiti, che sta portando diverse realtà luxury a diventare campioni dell’economica circolare in collaborazione con fornitori di qualità.

 

Gli incontri “virtuali” di Dubai e Miami sono i primi appuntamenti in una serie di webinar che hanno l’obiettivo di supportare gli operatori con dati, informazioni e strumenti utili a orientare la crescita del loro business in questa fase in cui è ancora più difficile interpretazione i trend e i segnali dei mercati. In un formato agile ed efficace, i webinar mettono a fattor comune le competenze specifiche di tre manifestazioni di punta nel portafoglio di Fiera Milano per offrire agli operatori un approccio più sinergico e completo alle tematiche del business development.

 

I webinar sono visibili sui siti delle tre manifestazioni, nella sezione news.