Quattro trend da tenere d’occhio nella nuova normalità

Fiera Milano, Rho
17-20.05.2021

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Quattro trend da tenere d’occhio nella nuova normalità

Dall’e-commerce alla rivincita del territorio, dai negozi phygital al food delivery: l’eredità dei cambiamenti nelle abitudini di consumo portata dal lockdown resterà con noi a lungo.

Cominciano a diradarsi le nebbie che, nella fase più acuta della pandemia, rendevano impossibile ipotizzare realisticamente qualsiasi evoluzione futura. E si incomincia a capire quali tendenze erano contingenti e quali, invece, sono qui per restare. Abbiamo selezionato quattro tra i trend più interessanti – e che con più probabilità si confermeranno come punti fermi del new normal.

 

 

1. Vince il territorio

 

 

La formula dei distretti si è rivelata vincente per l’economia italiana in molti settori, dalla meccanica alla moda. E non poteva mancare il Food. Secondo il Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, nel primo trimestre 2020 le esportazioni di prodotti dei distretti agroalimentari italiani hanno toccato i 5,1 miliardi di euro, con un incremento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 e superiore alla crescita dell’8,1% fatta registrare dall’agroalimentare nel suo complesso. E, con i consumatori sempre più a caccia di autenticità e ritorno alle origini, c’è da scommettere che il trend continuerà. All’estero, ma anche in patria.

 

 

2. Negozi phygital sempre più specializzati

 

 

A lanciare il trend sono stati colossi digitali come Alibaba e Amazon: negozi dove la classica spesa fisica si integra con i vantaggi del digitale, ad esempio senza bisogno di passare da una cassa. Che il re delle vendite online avesse in mente qualcosa di speciale si era già capito quando Bezos ha acquistato Whole Foods, la più grande catena di supermercati dedicati al naturale e biologico negli Stati Uniti. E oggi Amazon lancia in California un nuovo concetto chiamato Fresh, un punto vendita da oltre 3.2000 mq dove l’integrazione fisico-digitale viene messa al servizio di una specializzazione sul fresco. Un’istantanea sui negozi di domani.

 

 

3. L’e-commerce non è una moda

 

 

Ci abbiamo preso gusto. Sicuramente la spinta che mancava al nostro Paese per raggiungere i livelli europei è venuta dal lockdown, ma i numeri sembrano proprio confermare che agli italiani l’e-commerce piace e che hanno intenzione di continuare a usarlo. Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano, infatti, a fine 2020 rispetto all’anno scorso l’incremento delle vendite digitali sarà di oltre un quarto – +26% – portando la spesa a ben 22,7 miliardi di euro. E il periodo di chiusura forzata dei negozi ha dato un impulso particolare proprio al Food & Grocery: 2,5 miliardi di euro, con un boom del +56%.

 

 

4. Il Food Delivery da nicchia a “canale”

 

Sempre secondo l’Osservatorio eCommerce, il food delivery è cresciuto del 19% durante il confinamento, quasi un quinto in più. Ma se grazie alla pandemia il digitale si è esteso in modo trasversale attraverso diversi target, questa nuova propensione degli italiani si confermerà anche nella nuova normalità? Probabilmente sì, secondo un’indagine di GfK: l’83% di coloro che hanno testato il servizio di spesa online per la prima volta dichiara che continuerà a utilizzarlo anche nel post-Covid. Si tratta ormai di un canale a tutti gli effetti e non a caso grandi nomi del settore, da Illy a Campari, si stanno dando da fare per entrare nel settore, con iniziative dirette o acquisizioni.

 

Digitalizzazione, attenzione al cliente e personalizzazione, autenticità ed esperienzialità si confermano come alcune delle principali chiavi di lettura dei mercati del futuro prossimo.