Se il lockdown si fa dolce (o sfizioso). Ma non per tutti

Fiera Milano, Rho
17-20.05.2021

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Se il lockdown si fa dolce (o sfizioso). Ma non per tutti

Se in generale cresce la voglia di generi di conforto, per alcuni prodotti la “concorrenza” del fatto in casa si fa sentire. Il settore prova a rinnovare l’offerta e a diversificare i canali.

Dalle “scorte bunker” all’indulgenza verso noi stessi? Sembrerebbe una delle evoluzioni più interessanti nell’arco delle ormai otto settimane di confinamento. Nel passaggio dalla prima alla seconda fase, secondo l’Osservatorio Italiani.coop in testa alle preferenze degli italiani resistono uova (+44%), burro (+46%) e soprattutto farina, passata dal +114% delle prime tre settimane al +174% delle successive cinque, per attestarsi a una crescita media nell’intero periodo del +152%. Ma è interessante notare un vero e proprio salto a due cifre per gli aperitivi (+17%) – sull’onda della moda dell’“aperitivo virtuale” su Skype o Zoom – mentre tornano a crescere anche le creme spalmabili con un +37,4%. Una tendenza, quella della ricerca del comfort food, confermata anche dalle rilevazioni Nielsen: in crescita tra il 17 febbraio e il 3 maggio il paniere della cosiddetta indulgence, quindi creme spalmabili dolci (+39,1%), gelati (+22,1%), pasticceria (+24,6%), miele (+41,1%), patatine (+15,9%).

 

 

Il fatto in casa “fa concorrenza” al confezionato

 

Dal loro punto di osservazione privilegiato, come vedono i produttori queste evoluzioni? Per chi ha un prodotto che si presta anche a una lavorazione fait-maison i dati sono positivi, come spiega Orazio Pennisi, di DTS Dolciaria, nota con il brand Cannoli di Sicilia: “Con la chiusura di bar e pasticcerie, per i consumi di dolce le famiglie si organizzano a casa. Il nostro prodotto in vaschetta, cialde di cannolo siciliano pronte da riempire, è in diverse catene come Esselunga, Aspiag-Despar, Penny, Unes , Eurospin, Lidl, CDS o Ergon. Queste vendite non hanno subito un declino e, anzi, registriamo un incremento. Non tale da compensare le perdite nel canale Ho.Re.Ca., ma di certo un incremento a due cifre”.

 

Non così semplice mantenere gli stessi livelli di vendita per chi produce snack confezionati che possono entrare “in concorrenza” con il fatto in casa, o magari sono consumati fuori casa anche quando acquistati al supermercato. “Alcuni dei nostri best-seller, come il Tarallino Multipack 400g, sono molto presenti con il monoporzione come merenda per la scuola e al lavoro in ufficio, entrambi fermi ormai da fine febbraio – commenta Roberto Renna, Direttore operativo di Puglia Sapori –. Anche la rinata abitudine di preparare in casa i prodotti di panetteria ha ridotto notevolmente i consumi di sostitutivi del pane in ambito domestico. Ma noi non ci fermiamo: abbiamo appena lanciato Puglia la Merenda, uno snack combo completo di gadget per i più piccoli, e proporremo presto la nostra linea salutistica e due nuove referenze gluten free”.

 

 

In stand-by verso il secondo semestre

 

Anche sul fronte degli snack dolci non mancano le sovrapposizioni. Come sottolinea Claudio Monti, Responsabile Commerciale di Rinati Dolciumi, marca toscana nota per specialità del territorio come i brigidini di Lamporecchio: “La gente prova a farsi a casa non solo il pane, ma anche torte e biscotti e le nostre vendite ne hanno risentito. Il nostro prodotto principale, inoltre, è legato alle ricorrenze, soprattutto al Natale: forniture che in genere le grandi catene pianificano con largo anticipo, già in questo periodo nel caso di molti mercati esteri, dove esportiamo il 25-30% della nostra produzione. Ma quest’anno la situazione è incerta e gli ordini tardano. Dato che siamo molto legati alla tipicità, più che puntare su nuovi prodotti vogliamo esplorare nuovi canali, come le vendite online, ma anche un ritorno ai negozi di vicinato”.

 

In generale, lo stato d’animo descritto dalle aziende è quello di un cauto stand-by: solo con la graduale riduzione delle misure di contenimento si potranno ipotizzare andamenti e strategie per il secondo semestre.