Esperienze sicure, fidate e sostenibili per i consumatori 2021

Fiera Milano, Rho
22-26.10.2021

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Esperienze sicure, fidate e sostenibili per i consumatori 2021

Il bisogno di sicurezza favorisce il ritorno all’Industria di Marca, ma con decise differenze rispetto al passato. Favorite anche le nuove esperienze open-air, il digitale e l’hi-tech

Quella attuale non è certo una fase di semplice interpretazione per chi di mestiere prevede le tendenze di mercato. Tuttavia, archiviato un 2020 dalle caratteristiche senza precedenti negli ultimi cent’anni, per l’anno appena iniziato comincia a delinearsi qualche trend attendibile. L’analista Euromonitor prevede che i consumatori continueranno a essere molto attenti alla sicurezza e ricercare situazioni di vita all’aria aperta. D’altro canto, si sono ormai abituati all’esperienza phygital e a “giocare” con il tempo libero. Su tutto, l’intenzione di non tornare al “business as usual” ma provare a costruire un futuro diverso: il 64% dei consumatori internazionali intende ridurre il consumo di plastica, il 61% si preoccupa del cambiamento climatico e il 60% vuole ridurre gli sprechi alimentari.

 

 

Verso nuovi stili di vita

 

Sempre secondo Euromonitor, la tendenza open-air porterà da un lato a vivere all’aria aperta molte attività che prima si svolgevano solo al chiuso e dell’altro a rendere più naturali, quasi “rurali” gli ambienti urbani. I cambiamenti riguarderanno soprattutto le grandi metropoli dove l’abitazione rappresenta una parte importante dei consumi, come Londra (fra il 30 e il 35%), Mosca (circa il 25%) o New York (poco più del 20%). Riguardo all’esperienza phygital, l’analista puntualizza che l’87% dei consumatori possiede uno smartphone. Di questi, quote crescenti hanno utilizzato lo scorso anno soluzioni di realtà aumentata o virtuale, in particolare i più giovani: il 60% dei 15-29enni, circa il 55% tra i 30-44enni e poco più del 30% tra i 45-59enni, mentre tra gli over 60 l’utilizzo è del 20% circa.

 

Per quanto riguarda le abitudini di consumo, una ricerca condotta in Italia da McKinsey rivela che tra i produttori di largo consumo per otto dirigenti aziendali su dieci (il 79%) la crisi avrà un impatto duraturo sulle esigenze dei clienti nei prossimi cinque anni. Lato consumatori si continua a rimanere a casa, poiché il prolungato allontanamento fisico ha incoraggiato una mentalità da consumatore “mobile”: l l’80% guarda a esperienze sicure, facili e convenienti nei canali DTC (direct to consumer). McKinsey registra infine in tutto il mondo una rinascita dei brand, perché i consumatori stanno scegliendo maggiormente marchi di cui possono assolutamente 􀁿darsi (Stati Uniti, 55% dei consumatori; 48% in Germania e 52% nel Regno Unito; 89% in Cina e 77% in India).

 

 

La tecnologia come fattore abilitante

 

L’anno appena concluso ha visto anche l’avanzata inarrestabile del foodtech. Secondo il rapporto The state of global Foodtech elaborato da Talent Garden, il settore conta più di 5.300 imprese, 4.500 operatori e, con un tasso di crescita annuo del 42%, in dieci anni ha raccolto 65 miliardi di euro in finanziamenti, di cui 17 miliardi solo nel 2020. I segmenti più performanti l’agritech e il delivery: il comparto con il più alto d’innovazione è l’agricoltura, spiega il report, ma il delivery è quello che presenta la migliore capacità di raccogliere finanziamenti, con 31,5 miliardi di euro (il 48% dell’intero settore foodtech).