ICE e TUTTOFOOD: fare sistema e puntare sul digitale per portare l’Italia nel mondo

Fiera Milano, Rho
22-26.10.2021

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ICE e TUTTOFOOD: fare sistema e puntare sul digitale per portare l’Italia nel mondo

Il Presidente Carlo Ferro ci racconta come la stretta collaborazione tra attori della filiera sia indispensabile per lo sviluppo del settore. E come le iniziative congiunte stiano già portando risultati sui mercati chiave.

Durante oltre un anno di pandemia, il Food & Beverage ha dimostrato una notevole resilienza. Ha saputo rispondere ai picchi di domanda associati ai lockdown e ha continuato a fare innovazione per rispondere alle domande di consumo emergenti. Oggi però, come conferma la “normalizzazione” dei dati di vendita nella GDO, si sta esaurendo la spinta propulsiva dell’emergenza, che per fortuna si è notevolmente attenuata.

 

 

Fiera e filiere fanno sistema

 

Quale dunque la chiave per continuare a crescere? Come per molte altre eccellenze del Made in Italy, non può che essere una sempre maggiore internazionalizzazione. Un impegno, questo, che non può contare solo sul prestigio del Made in Italy, ma deve mettere a sistema gli attori delle filiere, le istituzioni e le fiere quali strumenti di politica industriale. Ecco perché TUTTOFOOD, che ha l’internazionalizzazione e l’innovazione nel proprio DNA fin dalla prima edizione, ha rafforzato ulteriormente in questi mesi la già stretta collaborazione con ICE/ITA Agenzia, anche mettendo in campo nuove soluzioni che valorizzano le potenzialità della trasformazione digitale.

 

Per parlarne, la redazione del web magazine TUTTOFOOD ha incontrato Carlo Ferro, Presidente di ICE. “Mi lasci premettere che il sistema si è mosso – esordisce Ferro –. E lo ha fatto velocemente, attraverso il Patto per l’Export, per dare il massimo supporto alle nostre imprese, per l’agroalimentare e per l’intero tessuto industriale e artigiano del Paese che guarda ai mercati esteri”.

 

Solo in una dimensione autenticamente internazionale il settore può trovare, oltre agli spazi per una crescita quantitativa, anche un contesto che alimenti l’innovazione, confrontandosi con le migliori esperienze di tutto il mondo, e che va sviluppato avvalendosi anche delle nuove tecnologie. Un approccio che vede l’evoluzione ibrida di TUTTOFOOD in linea con la filosofia di ICE. Prosegue Ferro: “Nell’ambito del Patto per l’Export si colloca il nostro sostegno al sistema fieristico, sia per le manifestazioni fisiche sia per quelle digitali o ‘phygital’. Innanzitutto, attraverso Fiera Smart 365, un concetto che consente di svolgere eventi, incluse le missioni e gli incontri B2B, 100% in digitale o in formato ibrido. Molti primari eventi sono già stati possibili grazie a questo strumento. Fiera Smart 365 aiuta il sistema fieristico ad ampliare il proprio segnale, raggiungendo un grandissimo numero di buyer e prolungando nel tempo, 365 giorni all’anno, la relazione tra gli operatori che si sono incontrati in fiera”.

 

 

Un percorso che sta già portando risultati

 

In questi mesi il continuo supporto di ICE alla manifestazione, sottolinea il Presidente, si è tradotto in azioni puntuali lungo il percorso verso la fiera in presenza, a fieramilano dal 22 al 26 ottobre prossimi: “ICE ha costruito con TUTTOFOOD una proposta di eventi digitali per ampliare i contatti verso i mercati esteri più interessanti, incontrando il favore di tutta la filiera dell’agroalimentare. Il primo incontro, dedicato agli Stati Uniti, si è svolto a maggio, mentre un altro dedicato al Canada si è tenuto ai primi di giugno. Arricchisce gli eventi la realizzazione di incontri B2B online, offrendo nuove prospettive di business e permettendo di avvicinare in modo più diretto le controparti estere”.

 

Se da un lato ICE e TUTTOFOOD insieme potenziano le opportunità di business, dall’altro aiutano gli operatori a focalizzarsi sulle tendenze emergenti che possono sostenere il loro sviluppo. Dalla naturalità al digitale, dalla sostenibilità al concetto “dal campo alla tavola”, oggi il consumatore è sempre più consapevole e l’Italia, con la sua tradizione agroalimentare, ha numerose carte da giocare. “Insieme all’attenzione per la salute e il benessere, la sostenibilità è oggi un valore al quale le generazioni più giovani, i millennial, prestano molta attenzione – conclude Carlo Ferro – . L’agroalimentare italiano, in particolare il biologico, può giocare un ruolo importante grazie ad aziende che, oltre ad essere eccellenti in termini di materia prima, sono pioniere in campo di tecniche e macchinari agricoli, e godono in questo senso di un fondamentale vantaggio competitivo. Lo vedremo ancora di più nei prossimi anni, grazie alle risorse destinate dal PNRR alla transizione ecologica, in un’ottica di impegno ambientale che premierà le aziende che hanno già investito in questa direzione e che continueranno a farlo. Un’opportunità unica per costruire le competenze trasversali orientate alla transizione digitale e alla transizione ecologica richieste come fattori critici di successo, anche sui mercati globali”.

 

Opportunità che, per essere colta appieno, avrà sempre più bisogno del supporto di manifestazioni fieristiche – in presenza, ibride o digitali – strutturate e parte di un’organizzazione fieristica solida, in grado di tradursi in strumenti di politica industriale al servizio delle aziende e del sistema Paese.